Apr 18 2012

14. FotoBlog: Test SAMYANG FishEye 8mm f/3.5 Aspherical

Articolo FotoBlog n°14:

Test SAMYANG FishEye 8mm f/3.5 Aspherical IF MC (Marzo 2012)

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Trovato finalmente il tempo per testare e sfruttare a dovere il mio ultimo acquisto, l’obiettivo SAMYANG FishEye 8mm, sono riuscito a fare la bellezza di 3 uscite test in soli 2 giorni: una prima uscita pomeridiana di meri test sulla distorsione indotta dalla lente e prove di inquadratura, una seconda uscita pomeridiana per dei test in HDR (l’AEB di casa Canon) ed una terza uscita in notturna per osservare come si comporta con riflessi ed alti contrasti.
Ma cominciamo col parlare di quest’ottica di una marca che solo fino a pochi giorni prima dell’acquisto nemmeno conoscevo:

Obiettivo SAMYANG 8mm f/3.5 Aspherical IF MC Fish-Eye

Per chi ancora non lo conoscesse questo è un obiettivo interamente manuale, privo di AF, privo di stabilizzatore d’immagine e regolazione manuale dell’apertura del diaframma. Anche se privo di queste caratteristiche ormai quasi implicitamente d’obbligo, quest’ottica si presenta con un’ottima qualità costruttiva e riesce a garantire una qualità d’immagine e di colori veramente sorprendenti. Il tutto al prezzo contenuto di soli 230-260 euro reperibile on-line!
Sottolineo fin da subito il fatto che in diverse recensioni professionali, la sua qualità d’immagine viene paragonata a quella di FishEye dal costo di 1200-1500 euro e di marche sicuramente ben più note. L’elevato costo di queste altre soluzioni deriva sicuramente dal fattore marca e dalla presenza dell’AF e dello stabilizzatore integrato, caratteristiche che il SAMYANG non possiede.

Questo obiettivo di costruzione coreana è dotato di due ghiere. La ghiera più vicina al corpo macchina è anche la più sottile ed è quella atta alla regolazione della chiusura del diaframma che, grazie a leggeri scatti secchi e precisi, consente di raggiungere la chiusura massima di f/22 (con incrementi minimi di 0.5 step per volta). La seconda e più grande ghiera serve a regolare la messa a fuoco che, grazie ad una scala micrometrica e ad una rotazione assolutamente fluida sul barilotto, permette di regolare la messa a fuoco da 0,3 metri ad infinito.

A tal riguardo un leggero difetto che, almeno con la mia Canon EOS 550D ho rilevato, è la troppa vicinanza della ghiera per la regolazione del diaframma al corpo macchina, fattore che a volte rende difficile tale regolazione in tempi rapidi.

Fattore assolutamente da non sottovalutare è il potenziale dato dalla cortissima lunghezza focale di soli 8mm che, stando ai dati proposti della casa produttrice, garantisce un’angolo di campo diagonale di ben 180° su sensori con crop factor a 1,5x e di 167° su sensori con crop factor a 1,6x. L’ottica è naturalmente dotata di un paraluce a petali fisso atto a fornire una discreta protezione agli urti e a prevenire, per quanto possibile su una lente simile, i classici effetti di ghosting e flare.

Le foto delle prime due uscite potranno sembrare banali e senza alcuna vena artistica, ma il mio unico scopo in quei momenti era di testare sul campo quelle che possono essere le bontà e i difetti di questo obiettivo. Nella terza ed ultima uscita, quella in notturna, mi sono dedicato un pò di più a quella che poteva essere la mia vena artistica in quel momento…

  • Contesto: Giro a piedi per le principali e più caratteristiche strade di Trieste.
  • Condizioni: Pomeriggio e notte, quasi totale assenza di vento con una leggera foschia nelle ore pomeridiane.
  • Attrezzatura: Canon EOS 550D (Rebel T2i) + BatteryGrip + ottica SAMYANG FishEYE 8mm f/3.5 Aspherical IF MC + cavalletto after mark.

PARTE 1 – Prima uscita: Test distorsione ottica e prove d’inquadratura.

PARTE 2 – Seconda uscita: Test in HDR

PARTE 3 – Terza uscita: Test in notturna con cavalletto e alti contrasti

Considerazioni

Nel complesso mi ritengo molto soddisfatto dalla qualità espressa da questo obiettivo in questa due giorni di test sul campo. E’ un’ottica molto divertente da usare e che consente di fotografare ogni cosa in un modo sicuramente diverso da quanto fatto fin’ora con obiettivi più “convenzionali”. Grazie alla distorsione indotta dal Fisheye si possono ottenere inquadrature ed effetti sempre diversi dando nuova luce anche a soggetti di cui si aveva già fotografato ogni dettaglio.
Come detto in precedenza le foto non volevano essere solo una mia espressione artistica, ma piuttosto un pretesto per testare in ogni suo dettaglio l’obiettivo in questione.

A mio parere i colori sono molto più vividi e realistici di quelli che il Canon EF-S 15-85mm IS USM riesce a dare nella maggior parte delle condizioni. La nitidezza al centro dell’inquadratura è ottimale e tende leggermente a degradarsi veso i bordi dell’immagine, cosa che però a mio parere non comporta nessun fastidio percepibile ad occhio nudo.

Segnalo che comunque è molto difficile riuscire a lavorare seriamente con questo obiettivo in notturna perchè si ha la necessità di utilizzare un cavalletto che sia effettivamente capace di mantenere la fotocamera in perfetta linea orizzontale o verticale, cosa che il mio cavalleto non riesce a fare. Il problema si verifica quando l’immagine erroneamente non è perfettamente orizzontale o verticale (sempre se tale era il desiderio del fotografo in partenza). Proprio a causa della distorsione prospettica orizzontale che la lente introduce, è poi praticamente impossibile tentare di raddrizzare in post produzione sull’orizzonte un’immagine che presenta una leggera pendenza verso uno o l’altro lato. Si noterà subito il taglio dell’immagine e una distorsione pendente più da una parte che dall’altra. Il problema si amplifica notevolmente poi in notturna quando diventa ancora più difficile riuscire a trovare la giusta linea di inquadratura su una visuale così ampia come quella offerta dagli 8mm. In caso di forti luci e proprio per la natura della sua forma, la lente introduce un’aberrazione cromatica color magenta leggermente superiore a quella che è possibile ottenere con obiettivi normali (non Fisheye). Questo difetto è comunque facilmente correggibile in fase di post produzione grazie all’uniformità del suo colore.

Non bisogna spaventarsi dalla mancanza dello stabilizzatore che ad una lunghezza focale di 8mm, serve davvero a poco. Lo stabilizzatore lasciatelo ai teleobiettivi, qui non serve! Se poi vi spaventa la mancanza dell’AF, sappiate che proprio grazie ai suoi 8mm, impostando un diaframma ad esempio di f/8 o f/11 e la messa a fuoco su infinito, gli oggetti da mezzo metro in avanti saranno tutti a fuoco.

In definitiva mi sento di consigliare vivamente quest’ottica a chi voglia sperimentare un nuovo modo di fotografare e di vedere il soggetto. Qualità costruttiva e resa ottica sono sorprendenti per il costo a cui si riesce a comprare questo obiettivo.

Ancora un’ultima raccomandazione… Gli 8mm sono davvero pochi e se non state attenti, spesso rischierete di vedere ai bordi delle foto i vostri gomiti o la punta delle vostre scarpe, parlo per esperienza personale ;)

Feb 14 2012

Lo scatto vincitore del premio World Press Photo of the Year 2012!

World Press Photo of the Year 2012

Ecco a voi la fotografia vincitrice del prestigioso premio World Press Photo of the Year 2012!

Penso che aggiungere parole o commenti a tale foto sarebbe solamente superfluo…

Samuel ArandaNon limitatevi a guardare solamente questa foto. Vi consiglio di guardate anche le altre opere partecipanti al concorso perchè sono in grado di realizzare quello che ogni vera foto dovrebbe riuscire a fare: regalare vere emozioni!

Il link per accedere alla gallery del concorso è questo.

Buona visione :)

Dec 09 2011

13. FotoBlog: Bianca & Valentina

Articolo FotoBlog n°13:

Bianca & Valentina – Trieste (Novembre 2011)

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Ecco a voi la pubblicazione della mia seconda esperinza in un servizio fotografico con due ragazze, Bianca e Valentina. Questo servizio fotografico è stato “improvvisato sul momento” in collaborazione con Andrea Valenti in zona Molo Audace e Piazza Unità a Trieste, il tutto nel tardo pomeriggio.
Non essendomi fin’ora mai cimentato in simili lavori, e soprattutto con persone che non fossero state prima mie amiche o ragazze, posso affermare senza ombra di dubbio che questa è stata un’esperienza importantissima di crescita personale. Sono andato ad esplorare un settore specifico della fotografia assolutamente nuovo per me! Un conto è fotografare un edificio, una manifestazione pubblica, un evento sportivo o la propria ragazza… un altro conto è fotografare e concentrare tutti gli sforzi in direzione di una persona conosciuta sul momento e a totale disposizione dell’obiettivo della fotocamera.

 

  • Contesto: Servizio fotografico a Trieste in zona Piazza Unità e Molo Audace.
  • Soggetti: Bianca e Valentina.
  • Condizioni: Intero pomeriggio fino al tramonto, cielo poco nuvoloso con leggera foschia serale.
  • Attrezzatura: Canon EOS 550D (Rebel T2i) + BatteryGrip + obiettivo Canon EF-S 15-85mm IS USM + filtro UV da 72mm + SAMYANG FishEYE 180° 8mm.
  • Considerazioni: Le considerazioni relative alla mia attrezzatura continuano ad essere positive. Per la prima volta ho avuto l’opportunità di poter usare il mio ultimo aquisto, l’obiettivo FishEye SAMYANG da 8mm interamente manuale. Di quest’ultimo sono rimasto colpito dai colori che riesce ad esprimere a f/8 a f/11 (non che a diaframmi inferiori si comporti male!).
    E’ davvero divertente e creativo l’uso del FishEye, questo anche alla luce dell’alta qualità delle immagini che si riesce ad ottenere che è davvero ottima. Il costo di quest’ottica non riflette affatto le sue prestazioni. Esso infatti offre qualità d’immagine pagaragonabili a quelle di obiettivi di molto più costosi (attorno ai 1000 euro) se paragonati ai suoi 230-260 euro.

L’esperienza del servizio fotografico è stata davvero interessante e istruttiva. Essa infatti non solo mi ha posto dinanzi ad un particolare tipo di fotografia (la ritrattistica) che prima non avevo mai trattato seriamente, ma mi ha anche messo nella situazione di dover lavorare con soggetti nuovi e mai conosciuti prima. Questi sono fattori da non sottovalutare perchè impone al fotografo di adottare un certo livello di professionalità e di avere le idee ben chiare su quello che si desidere alla fine ottenere.
Dai risultati ottenuti mi posso ritenere pienamente soddisfatto dei miei scatti e del lavoro condotto, sia dal lato personale che dal lato professionale. Per foto di questo tipo ho prestato grande attenzione al tipo di inquadratura e allo specifico taglio da dare alla foto. Durante quest’uscita fotografica ho condotto da autodidatta diversi esperimenti sulle inquadrature riuscendo ad ottenere, in alcuni casi, delle foto sicuramente più originali delle classiche foto da book fotografico.

Dal lato prettamente tecnico, posso solo evidenziare l’importanza di avere con sè un’attrezzatura adeguata al contesto. A meno di casi particolari i teleobiettivi sono inutili… Molto utile è invece l’adozione di obiettivi, magari a focale fissa, con diaframmi molto bassi (f/1.8 o f/2) per riuscire ad ottenere un effetto sfocato che, nel contesto della ritrattistica, diventa una caratteristica molto ricercata ed apprezzata. Anche se in piena battuta di sole, consiglio l’utilizzo di una flash esertno per diminuire i contrasti sui volti ove fosse necessario.

Un ringraziamento dovuto va al mio collega Andrea che mi ha dato l’opportunità di partecipare ad un’esperienza simile. Si ringraziano ovviamente anche le modelle Bianca e Valentina che con entusiasmo si sono volontariamente prestate ai nostri esperimenti e ai nostri obiettivi.

Nov 16 2011

12. FotoBlog: Giro a Lubiana

Articolo FotoBlog n°12:

Giro a Lubiana – Slovenia (Ottobre 2011)

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Presentatasi l’occasione per un giro in giornata nella capitale Lubiana, e visto il bel tempo che mi ha accompagnato in questa uscita, ho deciso di dedicare il dodicesimo articolo del mio FotoBlog proprio a questa esperienza. Questo articolo sarà diviso in 4 parti principali con pagine dedicate a: “Lubiana Città”, “Lubiana Interni”, “Fiume Ljubljanica” e “Castello di Lubiana”.

  • Contesto: Giro per la capitale Lubiana, Slovenia.
  • Condizioni: Arco dell’intera giornata con cielo sereno, assenza di vento con leggera foschia.
  • Attrezzatura: Canon EOS 550D (Rebel T2i) + BatteryGrip + obiettivo Canon EF-S 15-85mm IS USM + filtro UV da 72mm.
  • Considerazioni: Le considerazioni che si possono fare in queste situazioni sono molteplici e varie… Per foto di questo genere (paesaggi urbani con ampi spazia aperti) non si ha la necessità di attrezzature specifiche o di seguire particolari dogmi. Scegliete il soggetto, prestate attenzione e cura all’inquadratura ed immortalatelo! Trattandosi di edifici ed architettura urbana consiglio di seguire linee diverse da quella convenzionale dell’orizzonte, questo solo se si vogliono ottenere dei veri esperimenti di inquadratura (eccone un esempio). Seguite i bordi dei tetti, metteteli a 45° rispetto all’orizzonte dell’inquadratura o concentratevi sugli spigoli degli edifici (altro esempio). Come sempre è meglio lavorare a valori ISO il più bassi possibile in modo da ridurre al minimo i disturbi sull’immagine finale, evitare valori di ISO superiori agli 800.

Lubiana Città

Per queste ambientazioni può essere utile sia un obiettivo grandangolare che un teleobiettivo. Nel caso si facciano foto in orari serali e notturni è ovviamente d’obbligo l’uso di un buon cavalletto, lunghi tempi di esposizione e una buona regolazione del valore ISO.

Oct 30 2011

11. FotoBlog: Giro sul Delfino Verde – Trieste

Articolo FotoBlog n°11:

Giro sul Delfino Verde

Trieste (Ottobre 2011)

FotoBlog 11: Giro sul Delfino Verde - Foto 5

Deciso a sfruttare le ultime giornate di bel tempo messe ancora a disposizione da quest’autunno persistente, ho voluto testare seriamente il filtro polarizzato sul campo. Lo scenario di utilizzo è quello delle foto fatte in mare, con gli inevitabili, e spesso fastidiosi, riflessi del sole sulle onde.
Per l’esattezza, questi test li ho condotti durante la tratta di navigazione Trieste-Muggia e Muggia-Trieste che la nave Delfino Verde percorre ogni giorno:

Percorso Delfino Verde nella tratta Trieste Muggia

Si tratta per me di un’ambientazione nuova e diversa dalle solite, ambientazione che presenta particolari condizioni che impongono l’utilizzo di attrezzatura specifica. Nei commenti finali mi impegnarò a chiarire al meglio questo concetto appena espresso.

  • Contesto: Giro in barca sulla nave Delfino Verde nella tratta Trieste-Muggia e Muggia-Trieste.
  • Condizioni: Ore pomeridiane con cielo parzailmente nuvoloso, presenza di vento e mare poco mosso.
  • Attrezzatura: Canon EOS 550D (Rebel T2i) + BatteryGrip + obiettivo Canon EF-S 15-85mm IS USM + filtro polarizzato da 72mm.
  • Considerazioni: Esposizioni il più piccole possibili. Fotografare con tempi di 1/200 di secondo ad 85mm su una nave in movimento, mette a dura prova lo stabilizzatore. I difetti in alcune immagini sono vistosi e visibili solamente in fase di post produzione. I riflessi sul mare, anche con filtro polarizzatore possono dare parecchio fastidio.
    Specifico che il mio filtro polarizzatore è stato acquistato su ebay a meno di 10 euro quindi non posso dire che tali fastidi si possano verificare anche con uno da 40 o 50 euro di marca sicuramente migliore. Il filtro ha spesso inoltre comportato la non corretta messa a fuoco del soggetto, che unito al movimento della barca, ha provocato parecchi disturbi in alcune fotografie.

Nel complesso non mi ritengo molto soddisfatto di quest’ultima uscita fotografica. La fotografia in mare, con i suoi infiniti spazi aperti, ha messo in evidenza la necessità di usare dei teleobiettivi a focale fissa stabilizzati, o almeno di un obiettivo zoom da 250-300mm, ovviamente sempre con un buon stabilizzatore.
Mi aspettavo che l’obiettivo Canon 15-85mm IS USM si comportasse meglio per quanto riguarda la messa a fuoco in condizioni critiche come queste. Forse però la colpa è da imputarsi principalmente ad un filtro polarizzato da pochi euro che sicuramente ha influito negativamente nella procedura di messa a fuoco dell’immagine.
E’ stato inoltre particamente impossibile riuscire ad usare il filtro polarizzato nel modo migliore visto che sono stato obbligato ad utilizzare il paraluce che mi ha ovviamente impedito una corretta regolazione della polarizzazione sul filtro spesso soltanto 3mm.

In definitiva, per simili ambientazioni è fondamentale possedere un obiettivo con un buon stabilizzatore d’immagine integrato, soprattutto se si ha intenzione di lavorare a lunghe distanze focali: già ad 85mm (136mm in formato APS-C) lo stabilizzatore diventa di fondamentale importanza.

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