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Aug 12 2011

Cos’è l’HDR e come funziona? Spiegazione e tutorial

Cos’è l’HDR e come funziona? Spiegazione e tutorial

HDR, ovvero High Dynamic Range imaging, è una particolare tecnologia che consente una modalità di scatto ormai presente su tutte le più recenti digitali reflex e che ci permette di ottenere immagini come queste:

IMG_HDR_NewYorkIMG_HDR_Fabbrica

(immagini di esempio HDR tratte da wikipedia)

Cominciamo col dire che questo tipo di tecnologia purtroppo presenta nomi diversi in base alla marca costruttrice della fotocamera. Più comunemente si parla di HDR, termine adottato nello specifico dalla casa nipponica Nikon, nel caso di digitale Canon invece si parla di AEB, ovvero Automatic Exposure Bracketing. Cambia il nome ma non il concetto!
Va inoltre specificato che è possibile ottenere l’effetto HDR anche con una semplice digitale compatta a patto che si abbia la possibilità di regolare manualmente l’esposizione (per maggiori info leggere la sezione apposita alla fine dell’articolo).

Ma in cosa consiste e come funziona l’HDR? Questa è una particolare tecnica utilizzata sia in grafica computerizzata che in fotografia e che consente ai calcoli di illuminazione di essere fatti in uno spazio più ampio, e quindi con la possibilità di poter rappresentare all’interno dello stesso file valori di illuminazione differenti fra loro, nella fattispecie molto alti o molto bassi.
Il concetto che sta quindi alla base dell’HDR è quello di fotografare più volte lo stesso soggetto con tempi di esposizione differenti, solitamente 3 o 5 scatti differenti, per poi ricombinarli in un’unica immagine finale su cui si avrà totale controllo dei vari livelli di esposizione nelle varie parti dell’immagine, correggendo o perfezionando quindi il risultato finale.
Si riesce a capire facilmente il concetto appena espresso osservando semplicemente le seguenti immagini:

IMG_HDR_Esempio1(esempio di fotografie ad esposizione differente)
IMG_HDR_Esempio2(fotografia ottenuta con l’HDR)

Con una ponderata elaborazione, gli effetti visivi che si possono ottenere con l’adozione di questa tecnica sull’immagine sono molteplici e di vario carattere. E’ infatti possibile riuscire a ravvivare i colori nell’immagine finale e compensare eventuali errori di sovra- o sottoesposizione introdotti da una non corretta analisi della scena de immortalare.

HDR_Sample

E’ di fondamentale importanza non esagerare troppo con gli effetti di post produzione HDR in quanto diventa facile rompere l’armonia visiva dello scatto iniziale, sfociando poi nell’ottenere un’immagine palesemente artificiale e distorta nella cromia. Quello a seguire è un classico esempio di immagine HDR forzata nell’elaborazione dei valori di colore e zone d’esposizione in evidenza:

HDR_Sample_2

Va detto inoltre che questa tecnica soffre molto i disturbi introdotti nell’immagine finale da parti o elementi in movimento nell’inquadratura e di disturbi introdotti dalla scarsa luce complessiva della scena. Riuscire a creare un’immagine HDR in notturna è infatti molto difficoltoso in quanto si necessita spesso di parecchio lavoro di post produzione atto alla correzione dei frequenti errori cromatici.

Come si fa?

Consiglio principale che si può dare in questo caso è di scattere le proprie foto sempre nel formato RAW non compresso per garantire il miglior risultato possibile in fase di fusione delle 3 o 5 immagini.

In mancanza di tempo o mezzi per fissare la fotocamera, non si ha quindi la possibilità di riuscire a scattare le 3 o 5 immagini consecutive da una postazione fissa. In questo caso estremo si può ovviare a questo problema scattando una sola fotografia in formato RAW (e solo in questo formato) da cui successivamente, in fase di post produzione, potremo facilmente ottenere dalle 3 alle 5 immagini in formato JPEG ad esposizioni diverse, utilizzabili per la successiva fusione HDR.
Il risultato non sarà fine come quello ottenibile dallo scatto diretto di tutte le fotografie, ma rende comunque possibile una discreta elaborazione HDR.

Mentre la Nikon permette di creare immagini HDR in camera, ovvero in completo automatismo da parte della fotcamera, per quanto riguarda Canon invece, si ha solamente la possibilità di scattare un massimo di 3 foto (Nikon ne permette fino a 5) con la “fusione” che deve essere effettuata successivamente con programmi appositi su computer.

Video tutorial per reflex Canon all’utilizzo dell’HDR (Canon AEB)

 Video tutorial per reflex Nikon all’utilizzo dell’HDR

Oltre al classico Photoshop (dopo l’installazione di un apposito plugin), il più comune e semplice programma esterno da utilizzare è Photomatix Pro che però è a pagamento. Altri programmi utili a questo scopo sono il gratuito Qtpfsgui, easyHDR o GIMP.

Questo programma a pagamento (si ha la possibilità di scaricarne anche solo una versione di prova) riesce a garantire il miglior effetto associato ad una notevole facilità d’uso. Nel dettaglio, dopo aver aperto il programma si clicca su “HDR” -> “crea HDR“, compare una finestra in cui si ha la possibilità di selezionare la serie di immagini che si vuole procedere a “fondere” in un unico file. Una volta selezionati i file e avviata la conversione in HDR automatica, attraverso la sezione “Tone Mapping”, comparirà una nuova finestra ed un’interfaccia con cui potremo andare a modificare le mappature dei toni, luminosità e contrasti con la possibilità di poter vede subito l’effetto nell’anteprima. Fatta la nostra elaborazione sarà poi possibile salvare il tutto in un unico file in uno dei formati più comuni.

Dalla sua versione CS2 o superiore è possibile creare delle immagini HDR anche con Photoshop anche se i risultati non sono però buoni come quelli che è possibile ottenere con Photomatix. Si parte cliccando su “File” -> “Automate” -> “Merge to HDR…” dove si avrà la possibilità di seleziona la serie di fotografie da unire poi nell’unico file finale. Come nel caso di Photomatrix, ora Photoshop elaborerà le foto creando un file HDR che noi potremo andare a modificare.

  • HDR manuale con digitale compatta

Per chi non disponesse di una macchina fotografica reflex con modalità HDR integrata, sappiate che lo stesso effetto è ottenibile anche con una comune digitale compatta a patto che dia la possibilità di regolare manualmente l’esposizione.
Tutto ciò è possibile grazie al fatto che si segua manualmente quello che è il concetto che sta alla base della tecnologia HDR. Basta scattare, sempre dallo stesso punto (mediante l’utilizzo di un cavalletto), 3 o meglio ancora 5 immagini con l’esposizione che adotta i seguenti valori: -2 -1 0 +1 +2 per il caso delle 5 foto e -2 0 +2 per le sole 3 foto. Una volta fatte le foto, la procedura di elaborazione fra digitali reflex e compatte non cambia ovviamente.


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