Oct 09 2011

Guadagnare con la fotografia microstock

Guadagnare con la fotografia microstock

Esempio di fotografia microstock

Segnalo questo interessante articolo, redatto dal sito fotografidigitali.it, che spiega al meglio quale sia il concetto che stà alla base del mondo della fotografia microstock.

Se anche voi come me siete interessati a questo particolare settore della fotografia, buona lettura. ;)

Oct 04 2011

La fotografia Macro

Fotografare in Macro

Siete affascinati dai dettagli microscopici che neanche l’occhio umano riesce a vedere e non siete in grado di ottenere dei risultati tali da soddisfare questa vostra curiosità? Ecco una guida pratica con tutorial che svela alcuni trucchi per ottenere il massimo dai vostri scatti in modalità macro, ossia una delle modalità che a mio parere suscita il maggior fascino.

Macro fiore viola

La modalità Macro

Partiamo dalla definizione formale: si parla di fotografia macro quando l’immagine proiettata sul sensore della fotocamera è delle stesse dimensioni del soggetto. Per fotografia Macro si intende quindi quella particolare modalità di scatto che permette di immortalare da molto vicino il soggetto scelto.
Si tratta di scattare un’immagine che punta ad evidenziare i particolari dell’oggetto da noi scelto con un rapporto di ingrandimento 1:1.

Nelle fotocamere compatte di più recente concezione questa funzionalità si attiva automaticamente quando il soggetto scelto risulterà essere talmente vicino da richiedere tale modalità.
Al contrario di quanto si possa pensare, questa particolare modalità di ripresa, offerta ormai dalla quasi totalità delle fotocamere in commercio, riesce a dare ottimi risultati anche con macchine fotografiche compatte o bridge. Se l’auto attivazione della modalità macro non è presente, basta selezionare manualmente tale modalità che è messa a disposizione sotto alla classica immagine stilizzata del fiore tulipano.

Icona macro sulla fotocamera

Esempio delle possibilità offerte da una macchina non professionale in modalità macro è la seguente immagine: questa foto l’ho scattata con l’ormai scomparsa Nikon Coolpix 4300 quando ancora non esistevano i concetti di macchine digitali compatte o bridge!

Macro di un fiore viola

La seguente immagine è stata invece scattata con la mia vecchia bridge Canon PowerShot S3 IS: Anche in questo caso la resa della foto in modalità macro resta ugualmente ottima.

Macro di una larva di farfalla su corteccia

L’obiettivo giusto

Il discorso si fa più complicato quando si parla di fotografia macro applicata al mondo delle fotocamere reflex. Per ottenere infatti dei risultati concreti e proporzionati alle possibilità che il sensore della reflex può offrire, se possibile si ha la necessità di adottare degli obiettivi macro.
La differenza fra un obiettivo macro ed uno “normale”, sta nel fatto che quello macro è progettato in un modo differente da quello non macro.

Entrando più nello specifico un obiettivo macro privilegia la nitidezza dell’immagine e la riduzione della distorsione introdotta dalla lente. Al contrario un obiettivo classico punta solitamente a privilegiare la massima luminosità e quindi alla massima apertura del diaframma.
Non a caso infatti un obiettivo macro viene solitamente usato a valori di diaframma piuttosto chiusi, e viene progettato per offrire la massima nitidezza da f/8 a f/16; valori a cui obiettivi come il classico super luminoso 50mm da f/1.4 già soffre di difetti di diffrazione.
Va specificato però che la maggior parte degli obiettivi zoom marchiati come macro hanno un rapporto di ingrandimento medio di solo 1:3. I migliori obiettivi per macro sono sicuramente quelli a focale fissa, ovvero senza la capacità di zoom.
In ogni caso gli obiettivi zoom macro hanno sul barilotto scritta la distanza minima di messa a fuoco in modalità macro, nell’immagine seguente sono 35cm, ovvero 1,2ft (piedi).

Distanza scatto in modalità macro scritta sul barilotto

Per la scelta dell’obiettivo bisogna poi prestare attenzione al genere di fotografia macro che si desidera fare. Se l’intenzione è quella di una fotografia macro applicata a soggetti difficili come insetti o animali, è d’obbligo riuscire a cogliere l’attimo da distanze solitamente ragguardevoli. Si presenta quindi la non banale necessità di trovarsi il più lontano possibile dal soggetto in questione.
Per fotografie macro di questo genere è consigliato usare degli obiettivi a focale fissa da 150-200mm (o poco più). Nel caso in cui ci si possa avvicinare tranquillamente al soggetto gli obiettivi consigliati per simili riprese sono ottiche a focale fissa da 30 a 60mm.

Sconsiglio vivamente l’utilizzo di super teleobiettivi come i 600-800mm (o più) con l’idea di fare delle foto macro ben lontani dal fugace soggetto. Basta considerare che mediamente un super teleobiettivo ha una distanza minima di messa a fuoco di diversi metri. Paradossalmente si hanno maggiori possibilità di ingrandimento effettivo del soggetto con un 150mm a 1 metro dal soggetto piuttosto che con un un 800mm a 6-8 metri di distanza.

Lenti Close-UP

Le lenti Close-Up sono delle lenti addizionali che si antepongono all’obiettivo e che permettono di variare il rapporto tra distanza di messa a fuoco e il rapporto d’ingrandimento finale. Va specificato che in alcuni casi le lenti addizionali usate contemporaneamente possono essere più d’una, soluzione di utilizzo che consente di ottenere un vero e proprio minisistema ottico atto ad ottenere la migliore qualità possibile.
Limite più comune per questi sistemi basati su lenti addizionali è la scarsa qualità finale dell’ottica, qualità però spesso compensata dall’economicità e praticità d’uso di tale soluzione. Si parla quindi di soluzioni che consentono un maggiore avvicinamento al soggeto e quindi una diminuzione della distanza minima di messa a fuoco.

Lenti Close-Up

Lenti di questo tipo per il macro offrono svariati rapporti di ingrandimento: si parte dal più piccolo +1 fino ad arrivare al più grande +10. Maggiore è questo valore e maggiore sarà l’ingrandimento ottenuto. E’ ovviamente possibile utilizzarli in serie, uno davanti all’altro, per ottenere così l’ingrandimento desiderato.

Tubi di prolunga

Un tubo di prolunga macro è essenzialmente un tubo vuoto, quindi privo di lenti al suo interno, con le baionette per l’aggancio al corpo macchina della fotocamera reflex da un lato e sull’altro la baionetta per l’aggancio dell’obiettivo stesso.
Esistono principalmente due tipologie di queste prolunghe: tubi con trasmissione dell’AF (Auto Focus) e tubi senza tale caratteristica. I primi sono dei tubi predisposti naturalmente per interfacciare le due parti (corpo macchina e obiettivo) e quindi capaci di trasmetterne anche gli automatismi di Auto Focus presente nell’obiettivo o nel corpo macchina. La seconda tipologia di tubi non possiede questa caratteristica. L’utilizzo di tale prolunga su un obiettivo dotato di AF ne fa perdere tale peculiarità e si è obbligati alla messa a fuoco manuale.

Tubi di prolunga con AF da 31, 21 e 13 mm

Il concetto che sta dietro all’utilizzo di questi tubi di prolunga è che, allontanando l’obiettivo dalla fotocamera, si permette a quest’ultimo di mettere a fuoco ad una distanza inferiore rispetto a quella nominale indicata dalla casa costruttrice, ottenendo così un maggiore ingrandendo finale del soggetto inquadrato.
Questi tubi presentano diverse lunghezze che possono andare dai pochi millimetri fino anche a diverse decine di millimetri. Sono combinabili e quindi “sommabili” fra loro: ciò permette di ottenere una gamma più ampia dei rapporti di riproduzione.
Questa soluzione rende quindi possibile inquadrare, regolare la focale e misurare l’esposizione nelle migliori condizioni di luminosità, senza dover procedere alla chiusura manuale del diaframma prima dello scatto. Il tutto riuscendo a mantenere la stessa qualità e nitidezza offerta dall’obiettivo senza distorsioni introdotte da lenti aggiuntive.

Unico difetto di questo sistema è la perdita di luminosità dell’obiettivo che ovviamente varia in base alla lunghezza dei tubi usati. Questo fattore è però in parte compensato dalla possibilità di poter sfruttare direttamente l’esposimetro del corpo macchina.

Il costo di questi dispositivi varia in base alle sue caratteristiche e può andare da pochi euro per un tubo prolunga senza la trasmissione dei comandi AF (alla fine è solamente un tubo di plastica vuoto con due baionette agli estremi), fino a qualche centinaio di euro per i tubi con trasmissione degli automatismi all’obiettivo. Solitamente questi tubi vengono venduti in kit da 2 o più elementi ciascuno. L’immagine sopra mostra l’esempio di un kit after mark composto da tre elementi AF con lunghezze di 31mm, 21mm e 13mm dal costo di circa 100 euro.

Messa a fuoco manuale!

Di fondamentale importanza per lo scatto di un’immagine macro è la scelta del punto di messa a fuoco. E’ sempre bene scegliere una messa a fuoco di tipo manuale in modo da ottenere l’effetto nitido/sfocato come desiderato in partenza.

Messa a fuoco in modalità macro

Si deve quindi prestare molta attenzione al punto di messa a fuoco. Passare qualche minuto a ponderare sulla scelta di questo punto non sarà sicuramente tempo sprecato.

La profondità di campo

Proprio per le sue caratteristiche, ed in particolar modo per la sua vicinanza al soggetto, la fotografia di tipo macro rende praticamente impossibile ottenere un’immagine sempre a fuoco in tutta la sua superficie.

Macro di una mosca

Costante della fotografia macro è la limitata profondità di campo che si riesce ad ottenere. E’ quindi ovvio ed indispensabile riuscire a mettere a fuoco per intero il soggetto. Elementi situati anche solo ad un millimetro di distanza dal piano focale potrebbero facilmente risultare sfocati.

Macro di un'ape all'interno di un vaso

L’attrezzatura

Se si considera il fatto che parlare di foto macro spesso comporta l’utilizzo di diaframmi molto chiusi (da f/8 a f/16) e di esposizioni superiori al secondo, diventa imperativo ridurre al minimo le vibrazioni della fotocamera. La riduzione delle vibrazioni si possono ottenere in diversi modi.

La soluzione classica è mediante l’utilizzo di un buon cavalletto sul quale posizionare e fissare tutta l’attrezzatura. Il cavalletto consentirà di ridurre notevolmente il difetto introdotto del mosso, fattore sicuramente presente in una foto scattata a mano libera.

Altra soluzione per ridurre l’effetto micro-mosso è quello di utilizzare un pulsante per lo scatto remoto della foto. Non va infatti sottovalutato l’effetto micro-mosso indotto dalla semplice pressione del tasto di scatto da parte del dito del fotografo: questo fattore può portare anche allo spostamento dell’inquadratura iniziale della scena. Per quanto possa essere ferma una mano, anche lo stesso battito del cuore del fotografo può causare un effetto micro-mosso!
Nel caso non si possedesse il pulsante di scatto remoto è facile ovviare a tale mancanza mendiante l’utilizzo dello scatto di foto in modalità autoscatto. Il tempo di 2 o più secondi consentirà infatti alla fotocamera stessa di ridurre il numero di vibrazioni indotte dalla pressione del pulsante di scatto, dandole il tempo per raggiungere la sua naturale posizione di equilibrio statico.

Inoltre, se la fotocamera lo permette, cercate di sfruttare la modalità che consente di lasciare lo specchio, quello che precede il sensore, sempre sollevato. Questo perchè anche se si effettua lo scatto della foto mediante un “telecomando” esterno, il solo movimento dello specchio che si alza e abbassa, può causare un effetto micro-mosso sulla foto.
E’ bene quindi poter riuscire a scattare la propria foto eliminando anche questo difetto introdotto da una parte meccanica in movimento all’interno della fotocamera stessa.

Illuminazione

Di fondamentale importanza nella fotografia macro è anche la scelta della giusta luminosità del soggetto da fotografare.

Nel caso di foto all’aperto abbiamo a nostra disposizione la luce naturale, diventa a questo punto importante cercare di individuare l’ora migliore per scattare la foto in base alla posizione del soggetto e al contesto generale.
Le foto possono essere scattate sia con le spalle al sole che fronte al sole, questo fattore dipende ovviamente dall’effetto che si desidera ottenere sul soggetto.

Macro di un fiore con luce solare lateraleMacro di un fiore con luce solare frontale

Nel caso di scatti macro in interni, si ha il vantaggio di riuscire a controllare direttamente ogni dettaglio dell’illuminazione artificale e non artificiale. E’ infatti possibile ottenere degli ottimi risultati mediante l’utilizzo delle sole luci a disposizione all’interno della casa. In entrambi i casi si presti bene attenzione alla scelta dello sfondo da tenere dietro al soggetto.

Fotografia macro con luci artificiali

Lo sfondo

Come per il concetto di fotografia classica, anche per la fotografia macro, la scelta dello sfondo non è sicuramente un fattore di seconda importanza. Si sconsiglia l’utilizzo di uno sfondo troppo complesso e dai colori troppo vivaci per evitare di spostare l’attenzione dell’occhio da quello che sia il concetto centrale della fotografia.
Va considerato inoltre che lo sfondo verrà sicuramente sfocato se il soggetto principale è stato messo correttamente a fuoco.

Macro di un bombo su un girasole

Flash per Macro

E’ sconsigliato l’utilizzo di un flash base per la realizzazione di fotografie macro: essendo l’oggetto in questione solitamente molto vicino alla fotocamera, il soggetto risulterà essere bruciato dalla luce del flash troppo vicino o completamente coperto dall’ombra causata dall’obiettivo.

Proprio per questa tipologia di fotografie si è pensato alla realizzazione di un apparato di illuminazione di tipo specializzato. L’intento di questi particolari apparati è di illuminare il soggetto da tutte le direzioni possibili in modo da evitare la creazione di fastidiose ombre.
Queste soluzioni spesso possono risultare molto costose, ma anche con sistemi da neanche un centinaio di euro è possibile ottenere ottimi risultati.

Flash Anulare

Falsh Anulare

Flash Anulare con Adattatore

Flash Anulare con adattatore

Flash Bilaterale

Flash Macro Bilaterale

 Il soggetto? Qualsiasi cosa!

Il bello della fotografia macro è che si possa rendere qualsiasi cosa interessante grazie al suo dettaglio. Si tratta quindi spesso di dar solo sfogo alla propria fantasia e alla propria creatività. Solitamente i soggetti predominanti nella fotografia macro sono gli animali e piccoli insetti, fiori e dettagli sulla vegetazione.

Macro di un geko su foglia

Nessuno però vieta di fotografare dei dettagli di una lattina, di una cassa acustica o di un mobile di legno.

 

Sep 12 2011

Fotografare ad un matrimonio

Fotografare ad un matrimonio

Siete invitati ad un matrimonio e volete regalare a voi e agli sposi dei bei ricordi con delle foto? Ecco una guida pratica che spiega alcuni dei trucchi e delle tecniche per riuscire a immortalare al meglio dei momenti unici ed indimenticabili.

Parola d’ordine: Cogliere l’attimo!

Se non si è il fotografo ufficiale della cerimonia, con i conseguenti privilegi e anni di esperienza pratica alle spalle, l’imperativo e parola d’ordine in questi casi è saper cogliere l’attimo! Si tratta quindi di riuscire nella difficile impresa di trovarsi nel posto giusto al momento giusto.
Il motivo è presto detto: se non si è il fotografo ufficiale della cerimonia, allora state certi che tutte le classiche foto “scontate” le avrà sicuramente già scattate lui.

Evitate quindi di affannarvi troppo nel cercare di realizzare delle foto troppo classiche e scontate, quel genere di foto le farà il fotografo (viene pagato per questo) e quasi sicuramente le farà meglio di quanto non riusciremo a farlo noi. Questo non perchè noi non ne saremmo capaci: probabilmente lui questo mestiere lo fa da anni, viene pagato profumatamente per farlo! State sicuri che in ogni foto importante gli occhi dei soggetti, e soprattutto quelli degli sposi, saranno tutti rivolti verso il suo obiettio e non sicuramente verso il vostro. ;)

Ecco un classico esempio di quanto appena detto:

Occhi rivolti verso il fotografo ufficialeSe proprio non riuscite a fare a meno di scattare questo genere di foto allora cercate di mettervi sempre vicino o dietro il fotografo, quindi cercate di mettervi in linea con gli sguardi delle persone. Attenzione a non intralciare il lavoro e i movimenti del fotografo ufficiale!

Mettetevi vicino al fotografo ufficiale e vi sarà possibile ottenere foto sensibilmente più utili e significative:

Ecco il miglioramento ottenibile scattando le foto vicino al fotografo ufficialeDetto questo, a noi non resta altro che scatenare la fantasia, cogliere l’attimo e immortalare quei momenti che il fotografo, per forza di cose, non riuscirà a fotografare perchè impegnato a cogliere altri momenti “canonici” e di carattere più generale. Si tratta di rubare quell’istante o quel dettaglio che riuscirà a far distinguere la nostra foto dalle altre.

Ecco un piccolo esempio: dettaglio sugli sposi un istante prima del loro bacio con i parenti come sfondo. In questo momento il fotografo ufficiale stava cercando di posizionare le innumerevoli persone dietro agli sposi in modo da farli rientrare tutti nella foto…

Istante subito prima del bacio degli sposiSe riuscite, se avete fantasia e se vi sentite in grado di farlo, sperimentate inquadrature diverse dalla classica strutturata sulla linea dell’orizzonte o sulla verticale. Una foto, anche se non perfettamente orizzontale o verticale, può risultare essere molto più significativa di una ad inquadratura classica. Attenzione però a seguire dei criteri nella scelta di tali inquadrature “storte”. Queste scelte non devono essere fatte a caso, ma seguendo delle linee che voi desiderate evidenziare o creare come ad esempio ho scelto di fare in queste foto:

Seguite e create voi le linee, ma fatelo con criterio

Altro esempio di linee guidaSolitamente, il fotografo ufficiale non si arrischia a condurre questi esperimenti ad inquadrature storte. Lui ha solamente il compito di realizzare delle fotografia da stampare ed inserire in un album. Per esperienza vi assicuro che foto come quelle appena mostrate, verranno sicuramente apprezzate proprio perchè di concezione diversa rispetto a tutte le altre.
Anche se la scena immortalata dalla foto risulterà essere la stessa ritratta da altri fotografi, il taglio particolare alla foto la renderà sicuramente degna d’attenzione più di tante altre.

L’obiettivo giusto

Sono molteplici gli obiettivi che potrebbero risultare utili in queste occasioni. Preferibile sarebbe un obiettivo luminoso con valori di apertura minima del diaframma ad esempio di f/1.4, f/1.8, f/2.8, possibilmente ad apertura fissa.
Il motivo è presto detto: con un obiettivo così luminoso si riesce a fotografare meglio in ambienti più scuri, come gli interni di una chiesa o della sala comunale, potendo così guadagnare sui tempi d’esposizione. Il fatto di avere un’apertura del diaframma fissa permetterà di non dover stare a regolare i tempi ogni volta che si desidererà sfruttare il proprio zoom al massimo dei mm messi a disposizione.
Per tali situazioni non occorrono zoom troppo spinti. Obiettivi dal notevole ingombro come i 300 o 400 mm difficilmente troveranno un loro corretto utilizzo in tali situazioni.

Teleobiettivo Canon EF 400mm f/2

Sicuramente più utile sarà invece un grandandolo, dagli 8 ai 18mm, per riuscire a fotografare al meglio la scena anche in situazioni in cui si ha poco spazio per scattare la foto.
Sconsiglio per queste situazioni obiettivi con focale fissa visto che le ambientazioni e gli spazi a nostra disposizione possono cambiare molto rapidamente. Per la scelta dell’obiettivo grandangolare prestate ovviamente attenzione alla distorsione prospettica che esso andrà a provocare: effetto fisheye in primis.
Per queste occasioni diventa anche utile possedere un zoom dalla portata discreta. Per l’utilizzo che se ne fa in un matrimonio classico, non occorre andare oltre i 200mm. A questa lunghezza avrete già la possibilità di riuscire ad isolare perfettamente i volti delle persone che desiderate immortalare.

Un obiettivo stabilizzato risulterà essere sicuramente più facile da usare rispetto ad uno non stabilizzato. Non si dimentichi l’importanza del paraluce. Esso diventerà sicuramente un vostro grande alleato nelle scene all’aperto: vi consentirà di proteggere le immagini dagli artefatti causati dai raggi del sole e dalle luci neon all’interno del salone.

La fase di preparazione

Ecco una piccola lista delle cose fondamentali che un buon fotografo non deve scordare di fare in fase di preparazione all’evento:

  • Assicuratevi di caricare tutte le batterie della fotocamera e del flash se lo possedete. Se possedete più batterie, portatevele dietro tutte, non si sa mai!
  • Svuotate e formattate tutte le schede di memoria a vostra disposizione prima di usarle.
  • Controllate e pulite gli obiettivi in modo da evitare difetti nelle foto causati da polvere e sporco; munitevi dei rispettivi paraluce.
  • Impostate correttamente la fotocamera su dei parametri che ritenete essere quelli che vi potranno essere utili fin da subito (diaframma ed esposizone in primis).
  • Impostare la modalità di scatto in formato RAW se ne avete la possibilità.

Quale stile fotografico adottare?

Fatevi un’idea chiara di quale sia il genere di foto che gli sposi prediligono per il loro matrimonio perchè saranno loro a decidere e a valutare più duramente il lavoro fatto ed i soldi spesi. A tal proposito è bene chiedere agli sposi le loro preferenze e se ci siano delle fotografie che desiderano assolutamente che vengano fatte.
Per chi non lo sapesse in queste cerimonie lo stile fotografico può essere generalmente di due tipi: tradizionale o fotogiornalistico.
Il primo è anche il più sfruttato, sopratutto dalle giovani coppie, ed è l’approccio che permette la maggior libertà al fotografo, fattore da non sottovalutare se si desidera avere delle foto dallo stile unico, nuovo e moderno. Questo approccio (quello che ho sempre usato) punta appunto a cogliere l’attimo, presta importanza a catturare i sentimenti e a descrivere quel giorno come se fosse una fiaba e una storia a tappe, si vanno quindi ad eliminare quelle foto dal forte carattere statico e classico che ben rappresentavano i matrimoni di qualche anno  fa.
La tipologia di foto in stile tradizionale invece lascia meno spazio all’inventiva del fotografo e, in parole povere, mira solamente a creare delle immagini di quel giorno da inviare alle persone che non sono riuscite a partecipare alla cerimonia.

Colori o bianco/nero?

Ad un matrimonio è meglio scattare delle foto a colori o in bianco/nero? La risposta non è una purtroppo visto che questo può dipendere dal proprio gusto personale. Comunque è bene non disprezzare il bianco/nero perchè la frequente accoppiata vestito bianco della sposa/smoking scuro per lo sposo, spesso riescono a rendere meglio se attorno a loro non vi sono altri colori a distogliere l’attenzione.

Foto a colori VS. Foto in Bianco/NeroUn consiglio è quello di scattare le foto sempre a colori, poi per impostare il bianco/nero in fase di post produzione è un attimo. Ma da una foto originariamente scattata in bianco/nero ad una a colori, non si torna!

Lista dei momenti da seguire e a cui prestare attenzione

  • Alcuni scatti prima della cerimonia

Non disprezzate di immortalare gli istanti prima della cerimonia, l’attesa dei parenti e dei genitori degli sposi, la felicità, le risa ma anche la tensione sui volti delle perone. Approfittate di questi momenti per “scaldare” voi e la vostra macchina fotografica.

  • L’attesa dello sposo in chiesa

Attesa e trepidazione dello sposoNon dimenticatevi dello sposo. L’attenzione e i vostri scatti non devono essere rivolti solamente alla sposa.

  • L’arrivo della sposa in auto o carrozza (o quello che sia)

Arrivo della sposa alla cerimonia in leggera controluce

Arrivo della sposa ed ingresso in chiesaStudiate il terreno, trovate la posizione migliore per fare le foto e non mettetevi contro luce.

  • La cerimonia in chiesa o comune

Alcuni istanti durante la cerimonia

Scambio degli anelli durante la cerimonia
Per le vostre foto considerate il fatto che quasi sicuramente vi troverete dietro agli sposi e non di fronte come lo sarà il fotografo ufficiale. Il massimo che si può sperare di ottenere in questi casi e di riuscire a mettersi di lato a loro e riuscire a fotografare i loro profili. Non mostrate troppa intraprendenza nei vostri spostamenti, è pur sempre una cerimonia! E in chiesa sopratutto, non mettetevi a girare nei pressi dell’altare, darete solo che fastidio al fotografo, agli sposi e a tutti gli invitati. Prestate particolare attenzione al momento dello scambio degli anelli e del bacio ovviamente.

  • L’uscita dalla chiesa o dal comune una volta sposati

Uscita degli sposi dal luogo della cerimonia

Uscita delgi sposi dalla chiesa

Uscita degli sposi dalla chiesaSolitamente, arrivati a questo punto, gli sposi vanno ora a scattare alcune foto con il vero fotografo nei luoghi classici mentre gli invitati al pranzo (o alla cena) si dirigono verso il luogo prestabilito. Non cercate di seguire gli sposi ed il fotografo perchè in questa occasione dareste solo che fastidio e rallentereste il loro lavoro che in media durerà da un minimo di un’ora ad un massimo di 2-3 ore.

  • L’arrivo dell’auto degli sposi al ristorante

Gli sposi appena scesi dall'auto

Gli sposi all'arrivo in ristoranteIn questo caso è sempre bene tenersi informati sulle tempistiche, ovvero sapere quando arriveranno esattamente gli sposi al ristorante, questo per non arrivare troppo tardi a quel momento e per avere il giusto tempo per preparare la macchina fotografica ed impostarla a dovere.

  • Il ballo d’apertura degli sposi o il brindisi

Il primo ballo degli sposi

Il primo ballo degli sposi

Un bacio durante il ballo degli sposi

  • Dopo il pranzo i giochi da matrimonio e gli scherzi

Giochi con gli sposiImperativo: fantasia nelle foto, sperimentate! Non fossilizzatevi su inquadrature standard. Si tratta di una situazione divertente quindi un’inquadratura particolare non si troverà sicuramente fuori luogo in quel contesto.

  • Il taglio della torta

Taglio della torta

Taglio della torta

Taglio della tortaAnticipatelo questo momento e andate a prendervi il posto migliore per fare le vostre foto. anche in questo caso, sperimentate e sbizarritevi!

  • Le foto finali con tutti i parenti

Scegliete un bel sfondo e una volta sistemate le persone e centrate nell’inquadratura, scattate sempre 2 foto a distanza di un secondo l’una dall’altra in modo da essere sicuri di riuscire ad avere tutte le persone con gli occhi aperti.

Alcuni consigli pratici

  1. Cercate di prevedere e anticipare i momenti e le situazioni. Intuire che fra 5 minuti assisteremo al taglio della torta, vi permetterà di preparare con calma la macchina fotografica e di accaparrarvi un buon posto per fare le vostre foto.
  2. Se la vostra fotocamera ve lo consente, scattate le vostre foto in RAW. Vi renderà più facile un eventuale lavoro di post produzione.
  3. Se scattate le vostre foto in formato RAW, munitevi di un buon quantitativo di memoria per la vostra fotocamera. Consiglio di usare 2 schede di memoria piuttosto che solamente una di grandi dimensioni.
  4. Le foto con i parenti all’interno del ristorante sono solitamente fatte senza il fotografo ufficiale, prendetevi tutto il tempo necessario a spostare eventuali sedie o tavoli per crearsi lo spazio necessario allo scatto e per non essere intralciati nelle pose dall’arredamento.
  5. Scegliere uno sfondo il più bello o neutro possibile. Avere un estintore come sfondo dietro le teste degli sposi di sicuro non abbellisce la foto.
  6. Prestate un attimo di attenzione alle luci utilizzate all’interno della sala in cui scattate le foto, spesso queste luci distorcono non poco i colori naturali delle cose. Le luci gialle sono le peggiori. Usare il flash (meglio se a diffusione) nel modo giusto permetterà di ridurre notevolmente il lavoro in fase di post produzione.

Cogliete l’attimo!!!

Ringrazio le coppie di sposi che ho fotografato e che mi hanno dato la possibilità di pubblicare le foto dei loro matrimoni: Maurizio + Maria Rosa, Daniele + Paola e Andrea + Laura.

Sep 09 2011

Mirrorless: un mercato in forte crescita che convince

Mirrorless: un mercato in forte crescita che convince

Serie fotocamere mirrorless

Solo un mese fa mi ritrovavo a scrivere un articolo che spiegasse cosa siano le poco conosciute fotocamere di tipo mirrorless o EVIL, oggi si leggono sempre più articoli che parlo di questo mercato che mette in seria difficoltà quello delle reflex.

Sembra proprio che le fotocamere mirrorless non siano solo che una moda passeggera! Per maggiori informazioni vi rimando a questi due articoli:

Alla luce di questi dati, mi chiedo cosa ci riserverà il futuro…

Personalmente non sono molto entusiasta di questa nuova categoria di fotocamere essendo molto legato a quello che può rappresentare lo “status symbol” di una fotocamera reflex e soprattutto ripensando alla sua storia nel corso degli anni.
Vero è che questa nuova generazione sembra essere più facile da costruire e sicuramente più appetibile per chi non abbia la possibilità o la voglia di investire in corposi e pesanti corpi macchina. Ad oggi non so dire se la qualità di questi corpi macchina senza specchio sia paragonabile o meno a quella delle sorelle maggiori reflex, il mercato però sembra parlare chiaro.
Per esperienza personale, so che avere un corpo macchina leggero e piccolo, come può esserlo quello di una mirrorless, non è sempre un fattore positivo (basti pensare al peso e alla consistenza dei corpi macchina reflex per uso professionale).

Il timore è che l’introduzione di questa nuova fascia porti all’aumento del prezzo di vendita della classe reflex essendo i prezzi di queste fotocamere del tutto comparabili a quelli delle reflex di fascia bassa.

Staremo a vedere…

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